AB Club a Londra. L’esperienza di una trasferta

In occasione di una vacanza a Londra, Stefy e la maestra Pru hanno deciso di visitare l’AB Club, un evento che, a Londra, dovrebbe rappresentare in qualche modo la realtà Adult baby.

Ed in effetti, ad una ricerca neanche troppo superficiale, questo evento è l’unico che siamo riusciti a trovare digitando “adult baby londra”  su Google, dato che, per ovvi motivi, abbiamo deciso di non calcolare proposte e annunci di servizi di Adult Baby Nursery legati a Mistress singole e Prodomme.

Prima di andare abbiamo, individualmente, chiesto informazioni attraverso un messaggio alla pagina facebook ufficiale, per capire se fosse il caso di essere presenti, come coppia eterosessuale, presso un evento targato si ABDL ma che si tiene all’interno del palinsesto di un club Gay.
Dopo aver avuto individualmente rassicurazioni da parte della direzione i due prodi si sono organizzati per fare in modo che Stefy fosse esattamente come sentiva di essere.
Dunque alette da fatina, bacchetta magica, calzette bianche con merletti e ciuccio rosa nuovo di zecca per lei, un paio di jeans, camicetta e ballerine per la Maestra.

Il Club è in zona King’s Cross (i bimbi più nerd la riconosceranno per la sua parte nei film di Harry Potter…), per cui centrale e collegatissima, della location in sè non abbiamo avuto invece un impatto positivo.
Il locale in questione si presenta infatti come una specie di garage scuro e piuttosto umido.
Ma più di tutto sono due le caratteristiche che saltano agli occhi della maestra e della piccolina che tiene per mano.

  1. Il club è frequentato UNICAMENTE da ragazzi gay, che si dividono, a vista tra coloro che sono vestiti di tutto punto come in un qualsiasi pub inglese, ma senza pantaloni (modo per rendere i pannolini completamente liberi e visibili), e una esiguissima minoranza (più o meno 4 su 20) di ragazzi in tutina o onesie tipicamente da adult baby.
  2. Il locale non è fornito di alcuna struttura dedicata al gioco o all’interazione ludica tra bimbi. Unico arredamento a tema la piscinetta da bimbi il cui fondo è ricoperto di palline di plastica.

A completare il tutto tre nicchie fornite di materassini poggiati in terra e un saccone nero per raccogliere pannolini usati, il tutto diviso dal resto dell’area unicamente da tendine di fodera scura.

Nonostante lo sconforto iniziale la fatina e la maestra hanno trascorso una piacevole serata, condita inevitabilmente da occhiatine divertite e monopolizzando suddetta piscina.

Non è stata sicuramente una serata persa, e guardandoci attorno tra i ragazzi che evidentemente, sono più o meno tutti degli habituè, non ci è sembrato fossero poco sereni o a disagio.

Le nostre conclusioni sono legate più che altro al dubbio sulla comunicazione di tale serata, in cui non viene specificato, nè tantomeno è stato comunicato attraverso i contatti precedenti alla nostra visita, che l’ambiente resta asslutamente gay come per il resto del palinsesto del club.
Da questo dubbio il passo è breve ed automatico, al chiedersi come mai sia così difficile poter scovare e diventare parte di eventi ABDL in un Paese dove, almeno alla nostra percezione online, il nostro mondo è considerato e riconosciuto al pari di molti altri a differenza che in Italia.

Teniamo a precisare che questa esperienza secondo noi, per la sua unicità, non può essere presa come esempio e “campione” per la situazione ABDL in Inghilterra, ma ci è servita come osservazione e riflessione per il percorso di AB Nursery e per strutturare le sue attività.

E voi che ne pensate?
Avete sentito di esperienze simili in Inghilterra o in generale all’estero?
Come pensate si possa sviluppare un discorso legato ad eventi correlati alle attività della AB Nursery e quindi dedicati unicamente agli ABDL?

 

 

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