Igor Venturini – 7 Marzo 2017

C’è chi passa il fine settimana davanti alla tv ad ingurgitare ore ed ore di spazzatura televisiva nazionalpopolare. Chi dedica il tempo libero a giocarsi alle slot il misero stipendio, e finisce per affamare la famiglia. Chi trascorre il sabato sera tra droghe sintetiche, musicademmerda e folli corse in macchina. Ci sono uomini (uomini?) e anche donne (donne?) che risparmiano tutto l’anno per andare in Thailandia a comprarsi bambini e bambine di cui abusare. Ci sono stupratori seriali in giro a piede libero, ed integerrimi padri di famiglia che rientrano a casa e baciano la moglie con le stesse labbra che, poco prima, hanno succhiato il cazzo di un travestito raccattato sulla Togliatti. Ci sono coppie frustrate che non scopano come si deve da tre lustri e riversano le loro psicosi sulla prole.
Poi ci sono gli Adult Babies (AB, o ABDL, per gli amici). Che non fanno male a nessuno, vivono più o meno bene le proprie fantasie, sono persone come tante altre, che evadono e pagano le tasse quanto le altre, hanno o non hanno senso civico quanto le altre, sono ligie e produttive sul lavoro quanto le altre; insomma sono persone come me e voi, ma hanno una fantasia, ed il coraggio di metterla in pratica.
Mio dio, sì, certo, possono anche sembrare un po’ buffi, sì, d’accordo. Ma le fantasie degli altri ci appaiono sempre un po’ buffe, nella migliore delle ipotesi. Anche voi, tutti, siete altri. Altri da me, per esempio, e sono sicuro che alcune delle vostre fantasie mi apparirebbero buffissime, o persino folli e disgustose, se le conoscessi. E le mie – beh, le mie sono talmente tante, e variegate, che probabilmente mi mettereste al rogo prima di aver finito di scorrere la lista.
La reale discriminante, però, è una sola: se queste fantasie vengono realizzate, qualcuno, in qualche modo, ne risulta danneggiato? Se sì, è un problema penale. Sennò, signori cari, sti grandissimi cazzi, ché il problema non è vostro.
Ora, accade che la stampa italiota (odio questo aggettivo, ma ogni tanto ce vo’) ha scoperto – con dieci o venti anni di ritardo – l’esistenza degli ABDL: prima un servizio de Le Iene (confezionato, devo dire, in modo quasi decente, ma – tant’è – come risultato un mio contatto che fa parte della comunità ha ricevuto minacce anche pesanti), poi un articolo de Il Messaggero, di per sé abbastanza innocuo, anche se un po’ canzonatorio.
L’inferno, invece, sono i commenti all’articolo. Si va dal “ci vorrebbe una bella guerra” a “dove andremo a finire, signora mia?” passando dal “rinchiudeteli e buttate via la chiave”, dal sintetico “che schifo”, dall’osservazione che quando c’era LVI certe cose non succedevano, dal “levategli i figli se ne hanno” al “sono malati” al “è per questo che decade l’occidente”.
Siamo nel 2017, carissimi, ed un mucchio di frustrati benpensanti paraocchiuti imbecilli bigotti moralisti cattolici criptocattolici impotenti frigide zitellone sfigati segaioli ritengono giusto ed onorevole scagliarsi contro gente che realizza le proprie fantasie – forse erotiche, forse nemmeno – con lucidità e coraggio.
Lo so, dopo tutta questa pappardella dovrei concludere con qualcosa di epocale, ma mi viene in mente una sola osservazione, che è un vecchio adagio: perché – diocane perché – la gente non si fa i cazzi suoi?

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